Neuroscienze, teologia e filosofia (parte I)

Neuroscienze, teologia e filosofia (parte I)

Nel mese di marzo dello scorso anno si è svolto a Padova un ciclo di incontri interdisciplinari che hanno affrontato il tema delle innovazioni tecniche, puntando l’attenzione soprattutto sul versante delle neuroscienze con potenzialità e limiti ad esse connessi. In particolare gli interventi si ponevano l’obiettivo di far comprendere quali sono le ripercussioni del progresso neuroscientifico in ambito etico. Di seguito riporto gli spunti emersi dalle varie conferenze che ritengo significativi.

La filosofia deve essere usata per affrontare tematiche di importanza pubblica, e il tema della libertà nei tempi delle neuroscienze e della neuroetica, è essenziale. Quest’ultima branchia filosofica rappresenta una vera rivoluzione soprattutto a causa delle grosse novità che apporta in ambito etico ed antropologico. La domanda di fondo potrebbe essere: cosa possono dimostrare gli esperimenti neuro scientifici rispetto alla libertà umana?

L’ondata delle neuroscienze oggi è forte ed investe molti ambiti: la genetica, le biotecnologie, l’etica, la filosofia, il marketing, il diritto e l’economia, il potenziamento umano non terapeutico. Esiste tutto un movimento che chiede il diritto alla libertà morfologica, la possibilità cioè di modificare il proprio corpo attraverso impianti bio-tecnologici. Anche le capacità celebrali prima o poi saranno modificabili su richiesta. Tutto questo che valenza ha sul piano etico? Si ritiene che sapere cosa accade nei nostri neuroni significhi sapere chi siamo. Lo studio del cervello potrebbe portare non solo allo sviluppo delle potenzialità umane, ma anche a forme di abusi: certe conoscenze aprirebbero alla possibilità di intervenire, per esempio, sulle immagini per incrementare le vendite (neuro-economia) e influenzare così pesantemente gli acquisti (neuro-marketing). Nel campo della ricerca biotecnologica e neuro scientifica, c’è già stato un importante cambio di metodologia. Non si cerca più nel comportamento l’indice, l’effetto dell’azione del cervello e successivamente si specula su quel che capita nel soggetto “da fuori”; ma si parte dal soggetto e lo si osserva dal vivo, dall’interno (esami come le risonanze, PET). Questa è la vera rivoluzione copernicana di questo ambito. Ma la vera e profonda svolta neuro scientifica avverrà quando arriveremo ad ottenere una teoria unificata della mente; questa teoria scientifica e filosofica saprà spiegare tutte le azioni celebrali: ricordare, imparare, unire le conoscenze, etc.… Manca per ora la legge di costituzione generale della mente ma, quando questa sarà codificata, cambierà lo scenario anche di tutte le altre scienze.

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