Ruah: significato ebraico

Ruah: significato ebraico

Rûaḥ letteralmente significa «vento», «respiro», ma, in senso più esteso, indica un qualcosa che si muove e che a sua volta ha la forza di mettere in movimento: una forza imprevedibile, la cui presenza e azione sono scaturigine di vita. Nell’uso scritturistico è spesso strumento dell’agire concreto di Dio nella storia.

Leonardo e la nascita della Fisiognomica

Leonardo e la nascita della Fisiognomica

Leonardo da Vinci fu iniziatore degli studi sulla Fisiognomica. L’artista autentico è colui che sa trasporre nei volti dei soggetti il contenuto della loro anima. Charles Darwin si avvalse degli studi sulla mimica per formulare le sue teorie. La fisiognomica si avvalse anche della tecnica fotografica quando questa cominciò a diffondersi. Sembra proprio che l’affermazione «gli occhi sono lo specchio dell’anima» sia fisiognomicamente fondata.

Tommaso d’Aquino e l’anima umana come forma del corpo

Tommaso d’Aquino e l’anima umana come forma del corpo

Durante il periodo patristico aulico, l’antropologia cristiana fu impostata in modo essenzialmente cristologico, sebbene restasse in buona parte concettualmente e terminologicamente platonica. Nell’epoca medievale, invece, acquistarono rilievo speciale l’escatologia e l’approccio aristotelico. La tensione apparentemente insuperabile fra la dottrina aristotelica dell’unione sostanziale fra corpo e anima e la visione platonica dell’immortalità dell’anima nella sua indipendenza …

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Anima in Agostino di Ippona

Anima in Agostino di Ippona

Per Sant’Agostino ogni vita ha un proprio principio: l’anima. Uomo e animale condividono questo principio animatore del corpo che nel caso umano è anche sostanza ragionevole. Lo spirito è la parte razionale dell’anima.

Il sacrificio nella religione cristiana antica

Il sacrificio nella religione cristiana antica

Mentre i rabbini riuniti a Yavne nel 70 d. C. riuscirono a trasformare il giudaismo in una religione non sacrificale, il cristianesimo si stava definendo proprio come religione incentrata sul sacrificio, anche se si trattava di un sacrificio reinterpretato: «L’anamnesis cristiana del sacrificio di Gesù ha un potere molto diverso rispetto alla memoria ebraica dei sacrifici nel Tempio, poiché l’anamnesis è la riattivazione del sacrificio del Figlio di Dio, svolta dai sacerdoti» (G.G. Stroumsa, La fine del sacrificio, p. 76).

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