La spiritualità dell’anima in Plotino

La spiritualità dell’anima in Plotino

Plotino, riprendendo per molti aspetti il pensiero filosofico greco classico, parla dell’Uno dal quale trae origine l’Intelletto (noûs), che a sua volta genera la psiche cosmica che sarà poi presente in tutte le cose attraverso le «ragioni seminali». Egli assegna all’anima una posizione intermedia tra il mondo intelligibile e il mondo sensibile.

La visione tricotomica dell’uomo in Origene

La visione tricotomica dell’uomo in Origene

La visione della natura dell’anima di Origene è assai vicina a quella del platonismo classico, senza però giungere mai ad associare il male direttamente alla corporeità. Per l’autore l’esperienza del corpo serve per elevare l’anima vivendo a pieno quella che è «l’immagine e somiglianza» che Dio stesso ha concesso all’uomo attraverso il dono dello spirito.

Il sacrificio nella religione cristiana antica

Il sacrificio nella religione cristiana antica

Mentre i rabbini riuniti a Yavne nel 70 d. C. riuscirono a trasformare il giudaismo in una religione non sacrificale, il cristianesimo si stava definendo proprio come religione incentrata sul sacrificio, anche se si trattava di un sacrificio reinterpretato: «L’anamnesis cristiana del sacrificio di Gesù ha un potere molto diverso rispetto alla memoria ebraica dei sacrifici nel Tempio, poiché l’anamnesis è la riattivazione del sacrificio del Figlio di Dio, svolta dai sacerdoti» (G.G. Stroumsa, La fine del sacrificio, p. 76).

Guy Gedalyah Stroumsa: Le trasformazioni dei primi secoli

Guy Gedalyah Stroumsa: Le trasformazioni dei primi secoli

Guy Gedalyah Stroumsa (Parigi, 1948) è professore emerito presso le Università di Gerusalemme e Oxford. Il testo La fine del sacrificio. Le mutazioni religiose della tarda antichità, pubblicato in Italia nel 2006, contiene quattro conferenze da lui tenute nel febbraio del 2004 presso il Collège de France.

L’anima e il corpo nel De resurrectione mortuorum di Tertulliano

L’anima e il corpo nel De resurrectione mortuorum di Tertulliano

Tertulliano (160-240) nacque da genitori pagani a Cartagine, dove visse sempre. Di formazione storico-giuridica, la sua conversione fu certamente segnata dalle testimonianze di martiri che conobbe. Apologista rigorosissimo e formidabile polemista contro gli eretici, si riconosce in lui il fondatore della teologia occidentale. Tra i primi scrittore cristiani in lingua latina, utilizza una sintassi complessa …

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Anima e spirito in Matteo

Anima e spirito in Matteo

Nel capitolo XVI del Vangelo di Matteo troviamo: «Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?» (Mt 16, 26). Con queste parole Gesù evidenzia l’importanza della psyché e il fatto che la sua unicità non è …

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Il Concilio Vaticano II: la Gaudium et Spes

Il Concilio Vaticano II: la Gaudium et Spes

La costituzione pastorale Gaudium et spes prodotta dal Concilio Vaticano II e dedicata al rapporto Chiesa-mondo contemporaneo, racchiude sicuramente un progetto di antropologia cristiana di grande importanza. Essa, invitando ad una riflessione sul già allora problematico ateismo contemporaneo, analizza la natura umana rapportandola poi a quella soprannaturale.

Anima e spirito nei Padri della Chiesa dei primi secoli

Anima e spirito nei Padri della Chiesa dei primi secoli

Molti Padri della Chiesa fra i quali Clemente di Alessandria, Origene e Atanasio, considerarono sede della veterotestamentaria «immagine e somiglianza di Dio» (Gen 1, 26) specialmente l’intelletto e l’anima, in continuità con alcune fondamentali intuizioni dei neoplatonici e degli stoici. Questa posizione fu poi seguita da autori come Agostino di Ippona e Tommaso d’Aquino. Il pensiero dei Padri sull’anima e sullo spirito è molto ampio e coinvolge tanti aspetti della loro teologia. Noi ne prenderemo in considerazione solo alcuni esaminando passi specifici delle loro opere.

L’opera Sullo Spirito Santo di Basilio Magno

L’opera Sullo Spirito Santo di Basilio Magno

Basilio di Cesarea (330-379) ricevette dal padre la prima istruzione, continuò poi gli studi a Costantinopoli e Atene diventando un retore di successo. Dopo il battesimo, entrò in contatto con l’esperienza anacoretica egiziana e ciò segnò la scoperta e lo sviluppo della sua vocazione. La vita in solitudine durò però ben poco. Eusebio, vescovo di Cesarea, verso il 364 lo scelse come collaboratore e lo ordinò presbitero avviandolo a quella carriera ecclesiastica che culminerà nel 370 con l’assunzione dell’episcopato. La lotta contro l’eresia fu uno degli scopi principali della sua vita in quanto a Basilio importava soprattutto il raggiungimento dell’unità della Chiesa lacerata, a quel tempo, da un gran proliferare di sette eterodosse.