Maria Laach e il Movimento liturgico in Germania

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Maria Laach fu grande centro iniziatore e poi propulsore del Movimento liturgico tedesco. Connotato da un taglio più scientifico rispetto a quello belga, esso seppe anticipare i tempi rispetto a quelli che sarebbero stati i contenuti del Concilio Vaticano II.

Come abbiamo già visto, dalla prima metà del XIX secolo, l’Europa fu percorsa da un movimento di rinnovamento spirituale che aveva tra i suoi primi obiettivi la formazione e l’educazione del popolo. Nel 1833 don Prosper Guéranger rifonda l’abbazia di Solesmes dopo che era stata soppressa dalla Rivoluzione francese e ne divenne l’abate. Il suo desiderio era che la nuova Solesmes rispondesse alle necessità della Chiesa contemporanea rimanendo fedele alla Regola monastica e all’insegnamento evangelico.

Maria Laach e le origini del Movimento liturgico

Il Movimento liturgico europeo ebbe origine in Belgio ad opera di un monaco benedettino dell’abbazia di Mont-César, Lambert Beauduin. Mentre prendeva forza in Belgio il Movimento liturgico sorse anche in Germania grazie al contributo dei monaci benedettini renani di Maria Laach. Fondamentale fu l’attività dell’abate Ildefons Herwegen il quale nel 1918 iniziò la pubblicazione dei primi fascicoli della collana Ecclesia Orans. Uno dei suoi discepoli, Odo Casel, sottolineò che il primo germe del Movimento liturgico tedesco si ebbe in tempo di pieno Romanticismo, il quale incarnò la grande reazione che la Germania oppose all’Illuminismo (Aufklärung) e che corrispose a quello che in Francia fu la reazione tradizionalista allo spirito rivoluzionario.

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Ildefons Herwegen

Il Movimento liturgico e il Romanticismo tedesco

Il Romanticismo tedesco è inteso come quella primavera d’idealismo che attraversò la Germania dopo le guerre napoleoniche e che, rispetto al posteriore movimento letterario francese del 1830, condivise con questo solo qualche rapporto secondario, come il gusto per le arti e per la letteratura stessa. Il merito attribuito ai romantici è l’aver ridato al pensiero tedesco il gusto per il passato anche in un’ottica religiosa. Col gusto del passato si ritrova il senso della storia e l’unità storica delle generazioni. All’individualismo della Riforma protestante e dell’Illuminismo, il Romanticismo opporrà un ideale sociale, il carattere comunitario del cristianesimo: così ci sarà Schleiermacher, per esempio, che analizzerà la coscienza cristiana collettiva per evadere dal soffocante e dilagante individualismo. Teologicamente parlando ciò significa sottolineare che fu possibile, anche per merito dei romantici tedeschi, il recupero del senso della Tradizione.

La riscoperta della Tradizione patristica in Germania

Colui che fece rivivere il senso della Tradizione patristica fu Johann Adam Möehler (1796-1838). Dirà di lui Adolf von Harnack: il rappresentante più completo e l’espressione più alta della teologia cattolica in Germania. Chi dice Tradizione nella Chiesa, dice essenzialmente fede dei Padri, diceva Möehler. Per comprendere la fede della Chiesa è necessario restare in contatto con la fede dei Padri. È l’autentica teologia dei Padri ad essere sorgente viva dello spirito liturgico; sono loro i creatori della liturgia, coloro che in essa hanno portato il loro metodo di interpretazione della Scrittura, il loro modo di vedere l’armonia dei due Testamenti. Penetrare il pensiero patristico significa comprendere più in profondità il valore della liturgia. Tutte acquisizioni che entrarono poi anche nel lavoro di Odo Casel.

Un allievo di Möehler, Franz Xaver Reithmayer (morto nel 1872) pubblicò dopo la morte del maestro il corso di Patrologia del maestro; pubblicò anche la Biblioteca dei Padri della Chiesa, eccellente florilegio tedesco dei Padri della Chiesa i cui numerosi fascicoli apparsi a partire dal 1869 furono uno dei più preziosi aiuti alla rinascita spirituale della Germania.

Maria Laach e la Messa ad experimentum

A Maria Laach la prima Messa recitata con il celebrante rivolto verso il popolo venne celebrata nella cripta della chiesa monastica il 6 agosto 1921, alle sei del mattino. Quest’anno ne ricorre quindi il centenario. L’abate Ildefons Herwegen diede il permesso per la celebrazione della Messa ad experimentum. Essa comprendeva la preghiera delle parti ordinarie in lingua corrente, anziché in latino, e la partecipazione dell’assemblea anche alla processione offertoriale di presentazione dei doni all’altare. Questo evento fece nascere delle opposizioni all’interno del clero della diocesi di Treviri, ma quando il vescovo fece visita all’abbazia per verificare quelli che erano ritenuti da taluni abusi liturgici, rimase invece positivamente impressionato.

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Bibliografia:

K.F. Pecklers, Atlante storico della liturgia, Jaca Book, Milano, 20172.

O. Rousseau, Storia del Movimento liturgico. Lineamenti storici dagli inizi del sec. XIX fino ad oggi, Edizioni Paoline, Roma, 1991.