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Libro di Genesi: la nefesh di tutte le creature e dell’uomo

Libro di Genesi: la nefesh di tutte le creature e dell’uomo

Il libro di Genesi, nel descrivere la creazione dell’uomo, è molto specifico: «il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen 2, 7). A differenza degli animali, l’uomo diviene essere vivente al ricevere nelle narici l’alito di vita divino. Esso diviene cioè un essere dotato di nefeš in quanto il creatore insuffla direttamente in lui il respiro della vita.

Anima e spirito nella letteratura poetico-sapienziale: Giobbe

Anima e spirito nella letteratura poetico-sapienziale: Giobbe

Giobbe è divenuto, nel corso dei secoli, un prototipo di atteggiamento di fronte alle vicissitudini dalla vita. Il libro è formato da una serie di monologhi e dialoghi tra Giobbe e i suoi amici. Al loro interno troviamo nefeš e rûaḥ, anima e spirito, termini utilizzati e definiti nel quadro della letteratura poetico-sapienziale ebraica.

Nefesh: il significato ebraico

Nefesh: il significato ebraico

Nell’Antico Testamento il sostantivo ebraico nefeš viene tradotto con anima. In realtà esso indica più precisamente il «soffio della respirazione» ed in particolare l’azione di tutti quegli organi ed apparati che concorrono a quest’attività come la gola, la trachea e il collo.

Anima umana nell’ebraismo

Anima umana nell’ebraismo

Secondo l’ottica ebraica, nella bibbia anima e corpo sono un tutt’uno che costituisce la personalità dell’uomo. Più che porsi il problema astratto del rapporto che intercorre tra i due, i saggi di Israele, hanno cercato di affrontare il problema della resurrezione e quello del giudizio finale.

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