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La natura dell’anima umana da Omero all’Orfismo

La natura dell’anima umana da Omero all’Orfismo

Nel linguaggio poetico di Omero, il termine thymós indica la sede tangibile dei processi vitali, il pensiero, i sentimenti, le sensazioni, mentre il termine psyché designa la vita in senso generale. La nozione di anima come “respiro” è comune presso molti popoli antichi, e la morte fisica veniva direttamente legata all’assenza di tale respiro e associata all’esperienza del “volo”. Col passare del tempo la psyché, di natura inconscia, finì con l’assumere ed inglobare i caratteri consci del thymós in particolare le parti umane della coscienza e dell’individualità.

Pitagora e la metempsicosi dell’anima

Pitagora e la metempsicosi dell’anima

Le poche informazioni che possediamo su Pitagora e il suo filosofare sono contenute nell’ottavo libro dell’opera Vite e dottrine dei più celebri filosofi di Diogene Laerzio, all’interno del quale si legge che fu lui il primo ad utilizzare il termine “filosofia” e a definirsi “filosofo”.

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