Categoria: Spirito

Ruah appartiene al gruppo dei vocaboli onomatopeici in quanto, nella sua pronuncia, imita il fischiare del vento. Letteralmente significa «vento», «respiro», ma, in senso più esteso, indica un qualcosa che si muove e che a sua volta ha la forza di mettere in movimento: una forza imprevedibile, la cui presenza e azione sono scaturigine di vita. Nell’uso scritturistico è spesso strumento dell’agire concreto di Dio nella storia e la sua provenienza è ben al di là dell’umano.

Originariamente in ebraico indicava senza dubbio l’aria, l’atmosfera, e il grande spazio tra la terra e il cielo, nonché quella realtà impalpabile che si manifestava talvolta con la forza devastante della tempesta, realtà da cui la vita dell’uomo dipende e che egli non è assolutamente in grado di governare. Il pensiero biblico veterotestamentario è inevitabilmente portato a legare questa realtà a Dio, creatore dell’universo.

Il ruah designa quindi esplicitamente lo Spirito di Dio che opera come forza vitale e quindi come forza creatrice, ma è anche il soffio. Esso inoltre conferisce doti particolare o ispira determinate persone; sarà soltanto in periodo post-esilico che il sostantivo indicherà anche il concetto di “Spirito Santo”. Come il soffio del vento, anche quello del respiro è una forza che solleva ed anima il corpo: esso però non indica il mero processo biologico, ma esprime la profonda dinamica del comportamento umano, cioè l’energia e la vitalità interiore dell’uomo. Il respiro è ciò che vi è di più intimo e personale, ma di questo soffio l’uomo non è padrone ― pur non potendone fare a meno ― e muore quando questo si spegne. Come il vento, ma in modo molto più immediato, il soffio del respiro umano viene da Dio e a lui fa ritorno con la morte.

Lo spirito vitale dell’uomo nel libro di Sapienza

Lo spirito vitale dell’uomo nel libro di Sapienza

Nel libro di Sapienza troviamo passi che ci possono aiutare a completare la definizione di “spirito” iniziata da Qoelet. Qui troviamo chiaramente espressa l’idea che il rûaḥ è peculiarità umana e questo rende l’uomo assolutamente unico all’interno della creazione in quanto depositario di un dono di Dio.

Il problema dell’empatia: Edith Stein

Il problema dell’empatia: Edith Stein

Questo è il titolo della dissertazione con la quale Edith Stein conseguì il dottorato in filosofia avendo come relatore Husserl. Lo studio è diviso in quattro parti: esposizione sulla letteratura empatica (parte mai pubblicata), il concetto di empatia, il problema della costituzione dell’individuo psicofisico e l’empatia come comprensione delle persone spirituali. Il tema principale dell’opera è il momento empatico che caratterizza la relazione intersoggettiva tra due persone.

Salmo 104: il respiro di Dio e dell’uomo

Salmo 104: il respiro di Dio e dell’uomo

Nel salmo 104 la dottrina sulla creazione che Israele leggeva nei primi due capitoli del libro di Genesi diventa un vero e proprio inno. Centrale nella composizione è la contemplazione della natura che porta inevitabilmente ad approfondire anche la creazione dell’uomo con la sua dimensione biologica e spirituale.

Aristotele, la comprensione dell’anima umana e il ruolo dello spirito

Aristotele, la comprensione dell’anima umana e il ruolo dello spirito

Dopo una fase iniziale vicina alla visione platonica Aristotele approdò, grazie alle sue osservazioni, alla consapevolezza dell’unità psicosomatica dell’essere umano. Tale posizione è espressa principalmente nell’opera De Anima, dove definisce l’anima come forma sostanziale del corpo ed elabora la teoria denominata «ilemorfica» in base alla quale tutte le cose, compresi gli esseri viventi, sono “sinolo”, cioè unione, tra materia e forma.

Anima e spirito nella letteratura poetico-sapienziale: Giobbe

Anima e spirito nella letteratura poetico-sapienziale: Giobbe

Giobbe è divenuto, nel corso dei secoli, un prototipo di atteggiamento di fronte alle vicissitudini dalla vita. Il libro è formato da una serie di monologhi e dialoghi tra Giobbe e i suoi amici. Al loro interno troviamo nefeš e rûaḥ, anima e spirito, termini utilizzati e definiti nel quadro della letteratura poetico-sapienziale ebraica.

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