Rabbi Nachman di Brazlav: l’importanza della gioia

Rabbi Nachman di Brazlav: l’importanza della gioia

Lunedì 20 febbraio, nel salone Lazzati in casa Pio X a Padova, si è tenuto l’incontro del gruppo di studio e ricerca sull’ebraismo dal titolo: “Rabbi Nachman di Brazlav: l’importanza della gioia”. Il Relatore, Alfonso Arbib, è rabbino e presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana.

Rabbi Nachman di Brazlav nasce nel 1772 in Ucraina; il bisnonno fondò il Chassidismo. Critico nei confronti dei rabbini della sua epoca, puntò a un diverso rapporto tra maestro e collettività. Rivoluzionario di natura, criticò il Chassidismo istituzionalizzato accusandolo di allontanarsi dal popolo. Riteneva necessario infatti avvicinarsi al popolo anche attraverso la scelta di utilizzare un linguaggio semplice. Diceva che la generazione in cui viveva avesse il problema della tristezza: era una generazione triste. Non lasciò scritti ma furono i suoi allievi a trascrivere ciò che raccontò. I temi che affrontò toccano la vita e i problemi delle persone. Ebbe una vita dura e malgrado questo sottolinea l’importanza del sorriso.

La forza dell’immaginazione è un elemento indispensabile per capire il pensiero di Rabbi Nachman di Brazlav. Gli uomini vivono in un mondo immaginario che si sono creati. Esso si costruiscono tutta una serie di congetture e ipotesi sul futuro che li allontanano dalla realtà. Ogni costruzione sul futuro è vana in quanto non è poi dato sapere se le cose andranno effettivamente così. Non c’è motivo di disperare, dice Rabbi Nachman, in quanto potrebbe non accadere il temuto.

Non è possibile vivere, per Rabbi Nachman di Brazlav, fuori dalla propria epoca. Per far comprendere questo, usa un racconto. Un Re disse a un amico: «Gli astrologi hanno scoperto che mangiare il grano raccolto quest’anno fa diventare pazzi. Meglio sarà che noi due mangiamo quello che abbiamo messa da parte l’anno precedente». L’amico risponde: «Se facciamo questo, e non impazziamo assieme agli altri, saremo comunque noi a esser presi per pazzi».

Diceva Rabbi Nachman: quando arriva il momento difficile bisogna essere felici. Il momento è tale in quanto lo si interpreta così; nulla è oggettivo ma dipende dall’interpretazione. Se la chiave di interpretazione è la gioia allora il momento difficile acquista altro valore. Le cadute fanno parte della vita dell’uomo, importante è rialzarsi.
Qui sta una chiave interpretativa di estrema importanza del pensiero di Rabbi Nachman. Non è la caduta il motivo per cui mi rialzo, ma mi rialzo proprio perché sono caduto. Quindi la caduta non come motivo di tristezza ma come causa di rinascita.
Qual è invece il nostro atteggiamento di fronte alle cadute (anche interiori)? Esse non dovrebbero essere un problema, tutti peccano e cadono, ma il vero problema è quello che capita dopo. La tendenza al male può influenzare il dopo e causare tristezza, disperazione. Il problema ha inizio quando comincio a considerarmi un malvagio. Si va sempre più a fondo invece di riemergere.
La soluzione è trovare qualcosa di positivo negli altri, se il problema è nei rapporti interpersonali, in sé se è con se stessi. Ognuno di noi ha del positivo, però in una situazione in cui si è ipercritici nei propri stessi confronti è difficile ragionare con lucidità. Quel buono che trovo è però punto di partenza per una rinascita.

La gioia è elemento centrale nel Chassidismo e nell’ebraismo in generale. Non è semplice provare gioia. I maestri dicono che è più facile partecipare al dolore del prossimo che partecipare alla sua gioia. È necessario cambiare la propria visione del mondo e attraverso questa si arriva alla gioia evitando la tristezza.
Rabbi Nachman di Brazlav suggerisce di trovare, almeno una volta al giorno, l’isolamento completo. L’obiettivo è l’annullamento in Dio cioè cercare e avere un rapporto diretto con Lui; non un rapporto intellettuale ma libero e semplice. Se riesco ad annullarmi in Dio allora cambio la mia visione del mondo e trovo la luce, ma per fare questo devo attraversare il buio.

 

Per trovare Dio è necessario saper cercare nella nebbia.

One Reply to “Rabbi Nachman di Brazlav: l’importanza della gioia”

  1. Credo che l’annullamento in Dio debba essere preceduto dall’annullamento dell’ Io. Il pensiero posseduto dall’Io è un forte demone e forse proprio il cosiddetto : “diavolo”. Mi domando quanto le religioni discriminando, separando, giudicando col proprio Io rendano tristi con i loro pensieri egoistici, rabbiosi l’umanità. Purtroppo oggi abbiamo creato anche un potente IO tecnologico che attraverso film , informazioni spazzatura,ecc.rattrista e condanna l’umanità a soffrire

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