La questione gender

La questione gender

Venerdì 16 ottobre si è svolta a Padova una giornata di studio per l’aggiornamento IRC dal titolo: “La questione gender ci interpella”. Relatori il teologo moralista don Giampaolo Dianin e il prof. Dino Scantamburlo. Riporto di seguito i passaggi salienti.
All’interno dell’ideologia gender confluiscono varie posizioni che non sempre hanno a che fare l’una con l’altra. La questione principale non è in realtà nuova: il rapporto tra l’universo maschile e quello femminile. A questa, che per antonomasia è madre di tutte le differenze, se ne sono aggiunte altre che in passato erano emarginate o tenute nascoste. Dobbiamo dire subito che differenziare non significa discriminare, e quindi educare al rispetto delle differenze è necessario tanto quanto eliminare i pregiudizi. Proprio il non riconoscimento della diversità ha abbattuto le ideologie forti del Novecento.

Il tema centrale è l’identità umana e il rapporto tra l’essere maschio o femmina e la cultura in cui siamo inseriti. Oggi si ritiene l’identità un qualcosa di totalmente plasmabile e quindi modellabile dal soggetto. In una società che esaspera la libertà individuale e il soggettivismo, lo Stato è visto soprattutto come il “notaio” delle scelte individuali. Alla differenza è subentrata l’indifferenza. Il cardinal Martini parlava di un «gonfiarsi canceroso della soggettività» nella società di oggi. Dove sta il confine tra un diritto individuale e un capriccio individuale? Dobbiamo anche dire che oggi c’è una ricerca maniacale del matrimonio, come se la relazione non esistesse al di fuori di esso: per realizzarsi ci si deve sposare. In questa nuova ideologia post moderna, non c’è però alla base un’idea forte, ma un pensiero subdolo che diventa paradossalmente pregiudiziale.

Quello delle teorie gender è un gran calderone dove si trova di tutto. Soprattutto dagli anni Sessanta, le istanze legate al tema dell’identità sono un po’ alla volta confluite nel fiume del femminismo che, sua volta, è confluito nel fiume delle rivendicazioni dei diritti per gli omosessuali, lesbiche, etc… Un peso enorme hanno avuto anche gli studi sui transessuali. Butler, una delle pioniere, scriveva che il “genere” è una costruzione sociale e quindi non dipende strettamente dal sesso dell’individuo. Obiettivo di questa destrutturazione ideologica è eliminare la distinzione maschio/femmina.

Certo, l’acquisizione del diritto e della dignità delle coppie omosessuali non può passare attraverso la cancellazione della differenza maschio/femmina. Il pensiero e la tradizione cristiana hanno per secoli separato il corpo dall’interiorità segnando profondamente anche la sessualità. Finalmente nel Novecento si è giunti a un’identità integrale, e ora c’è il rischio di una regressione. Ipotizzare una totale indipendenza dell’anima dal corpo è pura follia: la condizione del corpo, e il suo essere maschile o femminile, plasma anche la psiche. Sin dalla nascita questa condizione determina l’essere umano. Non è scorretto affermare quindi che l’ideologia gender ci ripropone, sotto nuova veste, l’antico dualismo platonico.

Ogni singolo individuo non possiede l’umanità intera; per questo deve relazionarsi agli altri. Questa è la povertà e contemporaneamente la grande ricchezza dell’uomo! La condizione in cui ci si trova alla nascita rappresenta un riferimento essenziale sia da un punto di vista identitario, che nel rapportarsi a Dio. E’ davanti all’altro, lui o lei, che mi conosco. La maturità della sessualità sta nella capacità di amare e la fecondità è parte della dinamica relazionale. Oggi invece il legame amoroso è ridotto alla relazione di coppia e si pensa al figlio come ad un diritto da esercitare. Si tende a pensare inoltre che tutto ciò in cui c’è affettività sia famiglia;e visto che le nuove tecniche permettono di superare il limite imposto dal rapporto sessuale e i limiti del corpo stesso, tutto può diventare lecito.

 

Bibliografia:

G. DIANIN, Matrimonio, sessualità, fecondità, EMP, Padova 20082.

A. FUMAGALLI, La questione gender. Una sfida antropologica, Queriniana, Brescia 2015.

Translate »