Giovanni Pisano: monumento funebre a Margherita di Bramante

Giovanni Pisano: monumento funebre a Margherita di Bramante

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Possediamo poche informazioni sull’aspetto originale del grande monumento funebre commissionato da Arrigo VIII di Lussemburgo a Giovanni Pisano (1248-1315) scultore e architetto italiano, per commemorare l’amata moglie, Margherita di Bramante, morta a Genova all’età di trentasei anni.

Giovanni Pisano e l’opera

Realizzato tra il 1313 e il 1314, ne sono rimasti solo alcuni frammenti salvati dopo la distruzione della basilica di San Francesco del Castelletto a Genova, e attualmente divisi tra il Museo di Sant’Agostino e quello di Palazzo Spinola. Giovanni Pisano, figlio di Nicola Pisano, formatisi nella bottega del padre, lavorò con lui anche alla fontana della piazza del Comune di Perugia. Tra il 1302 il 1310 eseguì il pulpito del Duomo di Pisa. L’opera in questione, chiamata anche il «sollevamento di Margherita di Bramante», è realizzata in marmo di Carrara e, anche se frammentata, ha il potere di proiettare potentemente l’osservatore in una profonda dimensione spirituale. Il corpo di Margherita è rappresentato nel momento della resurrezione. Sollevato da morte a vita nuova, esso viene sorretto da due angeli che piegandosi verso di lei la aiutano a salire verso il cielo.

Le due figure angeliche

Le due figure angeliche svolgono in questo gruppo statuario due ruoli differenti: l’angelo di sinistra accompagna dolcemente e ha un atteggiamento di aiuto enfatizzato dalla mano poggiata sulla spalla di Margherita, mentre l’altro è impegnato nel sollevare il corpo prendendo il braccio sinistro. Osservando l’opera quasi si percepisce il peso di questo corpo; non è una “leggiadra” anima, ma il corpo glorioso di Margherita che viene innalzato in tutta la sua fisicità, pesantezza e bellezza. La regina volge al cielo uno sguardo intenso e colmo di speranza. Emerge in quest’opera una concezione nuova e commovente del luogo sepolcrale: mai prima la scultura aveva rappresentato una condizione psicologica e al tempo stesso spirituale come in questi gesti di pietà e di elevazione nei quali l’osservatore “sente” l’azione dello spirito di Dio sulla defunta.

Bibliografia:

V. SGARBI, Il tesoro d’Italia, Bompiani, Milano 2013.

G. FILORAMI, Cristianesimo, in Dizionari delle Religioni, Electa, Milano 2007.

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