Diritti umani e simboli religiosi

Diritti umani e simboli religiosi

Il 10 marzo si è svolto presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose in Padova una giornata di studio dedicata al rapporto tra diritti umani e simboli religiosi. Nel suo intervento, il monaco benedettino Giorgio Bonaccorso, partendo dalla definizione di simbolo, ha analizzato il rapporto che intercorre tra le dinamiche del diritto e quelle simboliche.

Il diritto opera attraverso la dinamica pensiero – norma – azione; esso implica delle norme alle quali si devono conformare le azioni tratte da una qualche elaborazione del pensiero. Il simbolo, invece, possiede uno sviluppo inverso: azione simbolico/rituale – norma pratica – teorizzazione. Nel simbolo viene prima l’azione e poi la riflessione teorica. Da ciò si ricava che non è il pensiero a generare e normare il simbolo («il simbolo non è l’esito di un pensiero, ma esso t’impone il pensare», Paul Ricœur); di conseguenza non è nemmeno il diritto a legittimarlo, ma il contrario. La forza del simbolo risiede nella sua capacità di aprire al senso della vita attraverso il corpo, senza però mai distaccarsi dalla vita stessa; esso non è soggettivo così come non è oggettivo, è intersoggettivo.

La ragione non crea i valori ne li sostiene, al limite essa li critica, ma non li fonda. I valori nascono dalla profondità umana, luogo semanticamente raggiungibile solo dai simboli in quanto il senso e l’orientamento della vita nascono a livello interiore ed inconscio. I valori che reggono una società non sono quindi deducibili quanto i concetti scientifici verificabili. I simboli nascono dentro i riti, cioè dentro il puro agire. In virtù della sua definizione, il simbolo (sym-ballo) tiene insieme passato e presente, tradizione ed interpretazione, uomo-Dio. Esso permette l’esperienza tra umano e divino e il suo specifico linguaggio lega incarnazione e resurrezione. Il riconoscimento del valore del simbolo presuppone il rispetto delle sue caratteristiche.

Il simbolo è primariamente “immersivo”. Questa caratteristica, che condivide tra l’altro con le religioni e con i vissuti di fede, è la capacità di conoscere dall’interno e non solo superficialmente. Fatalità i due sacramenti più importanti per la vita cristiana sono “immersivi”: battesimo, io mi immergo in Cristo, ed eucaristia, Cristo in me. Nella concezione antropologica, pnêuma è la relazione che lega il corpo a Dio, quindi spirito e simbolo sono sinonimi in quanto legano l’esperienza dell’umano a Dio.

 

Audio dell’intervento

 

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