Appunti di antropologia della dimensione sessuale per un orientamento etico

Appunti di antropologia della dimensione sessuale per un orientamento etico

Nel XVIII secolo, il pensiero illuminista mise al centro l’individuo aprendo così alla possibilità di vivere soggettivamente anche la dimensione etico-morale. Questa libertà individuale è oggi esaltata ma allo stesso tempo banalizzata dalla perdita di ogni orizzonte di senso. In quest’orizzonte cerchiamo di individuare dei punti di partenza per strutturare un’antropologia della dimensione sessuale umana.
L’uomo esiste nel mondo in quanto essere sessuato; questa dimensione dice già, in una qualche misura, la sua vocazione alla comunione. La sessualità non è regolata in modo deterministico dall’istinto quindi il senso biologico umano è aperto ad istanze superiori.

Il piacere fisico passa anche attraverso il piacere dell’altro; attraverso la realizzazione di un rapporto di reciprocità che rompe la solitudine individuale. La sessualità umana matura è dunque caratterizzata dalla capacità di donare se stessi e di essere aperti all’altro. Essa è chiamata a diventare non l’incontro di due egoismi, ma di due altruismi nel dono del sé. Maschile e femminile sono parte dell’identità biologica, psicologica e culturale.

Nel XX secolo, l’analisi freudiana ha portato il rischio di un approccio riduttivo della sessualità che troverebbe nello «star bene» il criterio di riferimento per le scelte e i comportamenti personali.
Il sesso coinvolge radicalmente la persona umana nel suo essere e nel suo esistere. L’uomo è spirito incarnato e corpo spiritualizzato: corpo e spirito sono dimensioni coessenziali e inscindibili. L’antropologia biblica non separa le diverse componenti della persona, ma guarda l’uomo da diverse angolature mettendo in risalto ora il corpo, ora la psiche, ora lo spirito.

Il corpo chiaramente è parte integrante dell’identità. La sessualità rivela il mistero della persona, come, a sua volta, il mistero della persona rivela la natura ultima della sessualità umana.

La genitalità è una funzione e un aspetto della sessualità. Una cultura che tende a separare l’esercizio della genitalità dall’incontro umano globale finisce per determinare l’inaridimento del rapporto e l’incomunicabilità.
La fecondità umana è diversa dalla procreatività: non esiste amore umano senza fecondità. L’odierna cultura consumistica non ha soltanto mercificato i rapporti umani, ma li ha anche privatizzati spingendo sempre più la famiglia verso una concezione individualistica e nuclearizzata che finisce per tradire il vero senso della sessualità. Il corpo non è un oggetto, né strumento nelle mani dell’intelligenza umana. Esso è importante in quanto la persona agisce in riferimento ad esso, che è misura, spazio, possibilità e limite della libertà.

 

 

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