L’anima spirituale nel Catechismo della Chiesa Cattolica (parte I)

L’anima spirituale nel Catechismo della Chiesa Cattolica (parte I)

Nel linguaggio biblico e in quello utilizzato dalla tradizione magisteriale del Catechismo , l’uomo è insieme di corporeo e spirituale. Quest’unità è spesso esemplificata dal binomio corpo-anima includendo implicitamente nel concetto di anima anche quello di spirito quale specificazione sul destino dell’essere umano all’immortalità.

Nel Catechismo di Pio X, al numero 55, leggiamo la definizione di anima: «Che cos’è l’anima? L’anima è la parte spirituale dell’uomo, per cui egli vive, intende ed è libero». Ma in che maniera è possibile attestare la presenza dell’anima nell’uomo per passare poi ad analizzare il vissuto spirituale che gli è proprio? La via privilegiata passa attraverso l’esperienza interiore dell’uomo, nella sua apertura alla verità e alla bellezza, nel suo senso del bene morale, nella sua libertà e nella voce della coscienza, nell’aspirazione all’infinito e alla felicità, nel suo interrogarsi sull’esistenza di Dio e nel desiderio di trascendenza oltre il tempo e lo spazio che gli sono propri (cfr. CCC, n. 33). L’anima è questo germe di eternità che l’uomo porta in sé, irriducibile alla sola materia non può avere origine che da Dio solo: «Spesso, nella sacra Scrittura il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell’uomo c’è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: “anima” significa il Principio spirituale nell’uomo. Il corpo dell’uomo partecipa alla dignità di “immagine di Dio”: è corpo umano proprio perché è animato dall’anima spirituale, ed è la persona umana tutta intera a essere destinata a diventare, nel Corpo di Cristo, tempio dello spirito» (CCC, n. 363)

Quindi a causa della spiritualità che caratterizza la sua anima, l’uomo è “particolarmente” immagine di Dio. Inoltre è mediante il suo principio spirituale che può conoscere Dio ed entrare in comunione di amore con Lui. L’anima contiene il Principio spirituale e proprio per questo motivo è definita spirituale; essa vivifica il corpo e spiritualizza l’uomo (cfr. CCC, n. 364).

Al numero 365 si chiarisce, attraverso l’utilizzo di un linguaggio di derivazione aristotelica, che: «L’unità dell’anima e del corpo è così profonda che si deve considerare l’anima come la “forma” del corpo; ciò significa che grazie all’anima spirituale il corpo composto di materia è un corpo umano e vivente; lo spirito e la materia nell’uomo non sono due nature congiunte, ma la loro unione forma un’unica natura». L’essere forma del corpo è per l’anima una dimensione che appartiene alla sua stessa natura.

Questo principio antropologico cristiano fu registrato dogmaticamente dal Concilio di Vienne nel 1312 con la costituzione Fidei catholicae e dal Concilio Laterano V nel 1513 con la bolla Apostolici regiminis. Furono questi i due unici concili che definirono la dottrina in materia di anima, precisando che è «forma corporis humani per se et essentialiter» (Concilio di Vienne, DS 902).

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Bibliografia:

A. BROMBIN, Il respiro dell’anima. Distinzione teologico-filosofica tra anima e spirito, Aracne Editrice, Roma 2014.

G. RAVASI, Breve storia dell’anima, Oscar Mondatori Editore, Milano 2009.

L. F. LADARIA, «L’uomo» in Catechismo della Chiesa Cattolica. Testo integrale e commento teologico, R. FISICHELLA (a cura di), Edizioni Piemme, Casale Monferrato 1993.

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