Eraclito e il divenire delle cose

Eraclito e il divenire delle cose

Eraclito (540 – 480) nacque da una famiglia i cui antenati avevano regnato su Efeso e dai quali ereditò funzioni sacerdotali. È difatti dedicata alla dea Artemide l’opera all’interno della quale Eraclito espone la sua dottrina filosofica. La poetica profondità delle sue immagini gli avrebbe procurato il soprannome di skoteinós (oscuro, tenebroso) in quanto nei …

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Leonardo e la nascita della Fisiognomica

Leonardo e la nascita della Fisiognomica

Leonardo da Vinci fu iniziatore degli studi sulla Fisiognomica. L’artista autentico è colui che sa trasporre nei volti dei soggetti il contenuto della loro anima. Charles Darwin si avvalse degli studi sulla mimica per formulare le sue teorie. La fisiognomica si avvalse anche della tecnica fotografica quando questa cominciò a diffondersi. Sembra proprio che l’affermazione «gli occhi sono lo specchio dell’anima» sia fisiognomicamente fondata.

Nefesh: il significato ebraico

Nefesh: il significato ebraico

Nell’Antico Testamento il sostantivo ebraico nefeš viene tradotto con anima. In realtà esso indica più precisamente il «soffio della respirazione» ed in particolare l’azione di tutti quegli organi ed apparati che concorrono a quest’attività come la gola, la trachea e il collo.

L’uomo immagine e somiglianza di Dio

L’uomo immagine e somiglianza di Dio

La presenza di Dio sin dai primi versetti di Genesi è indicata utilizzando Rûaḥ. Si tratta di una presenza piena, in quanto Dio è spirito, è Rûaḥ. L’uomo, plasmato dalla polvere del suolo, riceve dal creatore uno specifico rûaḥ ossia un “soffio di vita”, diverso da quel “respiro vitale” che condivide con gli animali.

La natura dell’anima umana da Omero all’Orfismo

La natura dell’anima umana da Omero all’Orfismo

Nel linguaggio poetico di Omero, il termine thymós indica la sede tangibile dei processi vitali, il pensiero, i sentimenti, le sensazioni, mentre il termine psyché designa la vita in senso generale. La nozione di anima come “respiro” è comune presso molti popoli antichi, e la morte fisica veniva direttamente legata all’assenza di tale respiro e associata all’esperienza del “volo”. Col passare del tempo la psyché, di natura inconscia, finì con l’assumere ed inglobare i caratteri consci del thymós in particolare le parti umane della coscienza e dell’individualità.

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